Halprin, Anna

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Anna Halprin. Fonte: wikipedia.org

Data di nascita
13 luglio 1920
Paese
Categoria
Biografia

Anna Halprin nasce come Anna Schuman a Winnetka (Illinois) nel 1920 da una famiglia di origine ebraica. Fin da bambina nutre un particolare interesse per la danza di cui sperimenta diversi stili come quello di Isadora Duncan e di Ruth St. Denis. Nel 1938, dopo aver frequentato i corsi estivi del Bennington College dove studia con Martha Graham, Doris Humphrey, Hanya Holm e Louis Horst, s’iscrive all’University of Wisconsin. Qui incontra due figure fondamentali per la sua carriera: Margaret H'Doubler, pioniera della danza educativa che esercita una profonda influenza sul suo pensiero artistico indirizzandola all’improvvisazione e allo studio anatomico del movimento, e Lawrence Halprin, architetto paesaggista che sposa nel 1940 e con il quale elabora le metodologie RSVP Cycles e Take Part Process per orientare la creatività collettiva dei suoi workshop. Frequentando la Graduate School of Design di Harvard entra in contatto con Walter Gropius, fondatore della scuola d’arte Bauhaus, le cui idee sulla creatività collettiva e sull’integrazione dell'arte nella società diventano dei principi fondamentali della sua poetica.

Al termine della seconda guerra mondiale, dopo una breve esperienza nella compagnia di Humphrey e Weidman, Halprin si trasferisce a San Francisco dove gestisce una scuola di danza con Welland Lathrop. Nel 1955 fonda il San Francisco Dancers' Workshop, un gruppo multidisciplinare la cui sede è il dance deck, palcoscenico di legno sospeso tra gli alberi, vicino alla propria abitazione ai piedi del Monte Tamalpais. Molti danzatori della futura generazione del Judson Theater, quali Simone Forti, Yvonne Rainer e Trisha Brown, prendono parte ai suoi workshop, così come celebri artisti dell’avanguardia americana come i compositori John Cage, Terry Riley e La Monte Young. In questa cornice sperimenta un nuovo metodo di lavoro, libero dai codici della modern dance, incentrato sull’improvvisazione e sul rapporto con l’ambiente e finalizzato all’individuazione di nuove possibilità performative che superano le convenzioni teatrali, i confini tra le varie arti e la rigida separazione tra arte e vita. I lavori realizzati in questi anni riflettono l’ampio spettro del suo lavoro di ricerca: il concetto di task movement in Five Legged Stool (1962), la gestualità della vita quotidiana come materiale creativo in Apartment 6 (1965), i valori sociali e politici degli anni Sessanta in Parades and Changes (1965), la partecipazione del pubblico in Myths (1967- 68), le tematiche sociali come la disuguaglianza razziale in Ceremony of Us (1969). Negli anni Sessanta Anna Halprin si avvicina alle tecniche terapeutiche e le integra nel suo lavoro: tra queste Gestalt Therapy di Fritz Perls, Awareness Through Movement di Moshe Feldenkrais, Person-Centered Therapy di Carl Rogers ed Active Listening di Thomas Gordon.

Dal 1966 al 1969 progetta insieme al marito i workshop Experiments in the Environment, fonte di una serie di riflessioni sviluppate negli anni Settanta che la portano a collocare le performance negli spazi urbani. In questa fase, caratterizzata dall’idea di riunire le comunità per aiutarle a gestire le tensioni sociali ed emotive, il pubblico, che Anna Halprin definisce witness, assume un ruolo attivo e creativamente partecipativo. Esemplari sono Citydance (1977), Male and Female Rituals (1978) ed Evolution of Consciousness through The Ages Cruise (1979). Nel 1970 crea il progetto Reach-Out, destinato a fornire alle minoranze un’esperienza di danza. Dal 1972, quando le viene diagnosticato un cancro, inizia a tenere anche dei workshop nei quali la danza assume un potere rigenerativo e terapeutico. Essi sono i Moving Towards Life per le persone che sfidano il cancro e i Positive Motion e Women with Wings per gli uomini e le donne che convivono con l’AIDS. Nel 1978 fonda con la figlia Daria il Tamalpa Institute, un centro che le permette di codificare il metodo Life/Art Process in cui la terapia riabilitativa è affiancata da tecniche somatiche, danza ed elaborazione di autoritratti del proprio vissuto attraverso disegni e immagini. Questo interesse per la danza come arte di guarigione la spinge a creare dei rituali che sono al confine tra arte e terapia, come Circle the Earth, The Planetary Dance e Still Dance. Le sue ultime creazioni sono Seniors Rocking (2005), eseguito da oltre cinquanta anziani all'aperto in sedie a dondolo, Awaken (2007) e Remembering Lawrence: A Trilogy (2009-2014) per onorare la memoria di suo marito, mancato nel 2009.

La ricerca di Anna Halprin ha radicalmente rivoluzionato le nozioni tradizionali della danza liberando il lavoro sul corpo dai modelli della modern dance e sostenendo una profonda integrazione tra vita e arte. Ha sondato la natura della danza estendendone i confini per affrontare questioni sociali, favorire la guarigione fisica ed emotiva, collegare le persone alla natura e costruire comunità. I suoi lavori danno voce alle fasce più deboli della popolazione come le persone soggette a discriminazioni razziali, i malati e gli anziani. Ha esercitato una profonda influenza sui rappresentanti della post-modern dance.

Bibliografia

Sally Banes, Halprin, Anna, International Encyclopedia of Dance, a cura di Selma Jeanne Cohen, Oxford University Press, New York, Oxford, 1998

Cristina Barbiani, “Visual design and dance”: la danza come strumento di ricerca, in «Danza e Ricerca», n. 3, 2012

Laura Colomban, Anna e Lawrence Halprin: il ciclo RSVP, in «Danza e Ricerca», n. 9, 2017

Francesca Martellini, Anna Halprin: oltre la danza, in «Teatro e Storia», n. 32, 2011

Annalisa Metta, Benedetta Di Donato, Anna e Lawrence Halprin: paesaggi e coreografie del quotidiano, Melfi, Libria, 2014

Janice Ross, Anna Halprin: experience as dance, London, University of California Press, 2007 (il primo capitolo è consultabile al seguente link: https://content.ucpress.edu/chapters/10547.ch01.pdf)

Scritti

Anna Halprin, Returning to health: with dance, movement and imagery, Mendocin, LifeRhythm, 2002

Anna Halprin, Moving Toward Life: Five Decades of Transformational Dance, Middletown, Wesleyan University Press, 1995

Libretti

Opere

Interpretazioni e altri documenti

Opere danza

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SMO

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Modificato
05/01/2019

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