1.-2. Confraternita aissawa diretta da Sais Guissi, Fez, Marocco 2009.

3. Aissawa, Fes, Marocco, 2013.

Genere
Area geografica di riferimento
Aree geo-culturali
Nome del paese
Interprete/interpreti

Confraternita aïssawa diretta da Mohsin Zemouri

Anno di registrazione
2017
Video di presentazione

Descrizione

La confraternita degli aïssawa è stata fondata tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI a Meknès da Sidi Mohammed ben Aïssa ed è celebre per il carattere spettacolare ed impressionante dei loro esercizi. Il gruppo degli adepti è diretto dal moqqadem che conduce lo svolgimento del rito. La cerimonia degli aïssawa viene chiamata lila (notte) ed avviene nel luogo di culto della confraternita, zaouia, o nelle case private su richiesta delle famiglie. Il rito è diviso in due momenti distinti: il primo è salmodiato e cantato e comprende lo hizb, una lunga preghiera cantata dalla durata di circa un’ora, a cui segue il dhikr, la rimembranza di Dio attraverso la ripetizione di una formula sacra. La seconda parte, invece, è suonata e danzata e viene indicata con il termine hadra, talvolta utilizzato come equivalente di lila per designare l’intera cerimonia. La hadra costituisce il teatro della trance collettiva indicata dagli aïssawa con il termine thayyur oppure, se accompagnata dalla danza, jedba. Un elemento caratteristico nella pratica degli aïssawa è l’assunzione da parte degli adepti di un ruolo animale che si presenterà come incarnazione durante la trance.

Nel video è ben visibile il passaggio dall’orazione alla musica dei ghita accompagnata dalla danza rbbani e da un’invocazione ripetuta caratteristica di questo ballo.

Approfondimento
Voci e strumenti
  • Voci maschili
  • Bendir: tamburo a cornice
  • Tâbla: due tamburi uniti e percossi tramite bastoncini
  • Tassa: boccia di rame percossa
  • Buznazen: Bendir dotato di due file di cembali
  • Ta’rîja: tamburo a clessidra
  • Tbel: tamburo a due lati
  • Nefir: lunga tromba
  • Ghita: oboe
Documentazione

Bibliografia

  • Andrè Boncourt, Rituel et musique chez les Aissaoua citadins du Maroc. Institut d’anthropologie et ethnologie, 1980.
  • Georges Lapassade, Gente dell’ombra. Trance e possessioni, Nardò, Besa, 2007, pp. 54-62.
  • Mehdi Nabti, La confrérie des Aïssawa du Maroc en milieu urbain: les pratiques rituelles et sociales du mysticisme contemporain. «Cahiers d’ethnomusicologie. Anciennement Cahiers de musiques traditionnelles», n. 21 (1 novembre 2008), pp. 341-42.
  • Gilbert Rouget, Musica e trance. I rapporti fra la musica e i fenomeni di possessione, a cura di Giuseppe Mongelli, Torino, Einaudi, 1986, pp. 343-378.

Risorse web

Autore scheda
SA
Licenza

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Modificato
12/12/2019

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