Taglioni, Maria

Immagini (Secondarie)
Didascalie
  1. Maria Taglioni, litografia di de Delpech, 1830-1849. Fonte: Gallica BnF
  2. Maria Taglioni in La Sylphide, litografia di Faustin Herr, 1830-1839. Fonte: The New York Public Library Digital Collections
  3. Maria Taglioni in Flore et Zéphire, litografia, 1830. Fonte: Gallica BnF
Data di nascita
23 aprile 1804
Data di morte
22 aprile 1884
Stile
Categoria
Biografia

Maria Taglioni nacque nel 1804 a Stoccolma da una famiglia di artisti: il padre, Filippo Taglioni, era premier danseur e maître de ballet al Balletto Reale Svedese mentre la madre, Sophie Karsten, era una ballerina e pittrice. A Parigi iniziò gli studi di danza, insieme al fratello Paolo, con Jean-Francois Coulon. In seguito si perfezionò sotto la guida del padre, figura centrale nella formazione e nella carriera della figlia. Nel 1822 debuttò all’Hoftheater di Vienna in La Réception d’une Jeune Nymphe à la Cour de Terpsichore, conquistando un ingaggio per due anni. Qui apprese l’innovativa tecnica delle punte che poté osservare nelle esibizioni di Amalia Brugnoli, allieva di Armando Vestris. Dopo aver danzato a Vienna, Monaco e Stoccarda, nel 1827 apparve per la prima volta sulla scena dell’Opéra di Parigi in un pas de deux creato dal padre e inserito nel balletto Le Sicilien di Auguste-Anatole Petit e l’esibizione le valse un contratto della durata di tre anni ma. Fu la sua interpretazione di Zoloë in Le Dieu et la Bayadère a consacrarla come ballerina di prima grandezza all'Opéra ove rimase per sei anni sotto la direzione di Louis Véron. Contemporaneamente si esibì a Londra e Berlino riproponendo i successi parigini. Nel 1831 danzò la parte della badessa Hélèna nel Ballet des Nonnes, un divertissement coreografato da Filippo Taglioni per il grand-opéra Robert le Diable di Giacomo Meyerbeer. Nel 1832 esordì nel nuovo balletto del padre, La Sylphide, che riscosse un enorme successo per la sua mirabile interpretazione. Nello stesso anno si sposò con il Conte Gilbeit de Voisins ma il matrimonio, da cui nacquero Paolo ed Eugénie Marie Edvige, durò soltanto pochi anni. Lasciata l’Opéra nel 1837, andò a San Pietroburgo dove proseguì la collaborazione con il padre, riproponendo tutti i balletti che l’avevano resa famosa e nuove produzioni. Contemporaneamente fu protagonista di una carriera internazionale che la portò a esibirsi in Gran Bretagna, Italia, Austria, Polonia, Francia, Belgio e Svezia. Negli ultimi anni della sua carriera, ormai ultraquarantenne, apparve all’Her Majesty’s Theatre in due divertissements coreografati da Jules Perrot: Pas de Quatre (1845) e Le Jugement de Pâris (1846), balletto con cui diede il suo addio alle scene nel 1847. Dopo alcuni anni trascorsi nella villa dei genitori a Como, tornò all’Opéra in veste di coreografa con Le Papillon (1860), realizzato per la sua protetta Emma Livry. Iniziò le prove di un secondo lavoro con Emma Livry, Zara, che non portò a termine in seguito alla morte della giovanissima danzatrice. Fu nominata Inspectrice de la danse all’Opéra e in seguito Professeur de la classe de perfectionnement. Queste posizioni le consentirono di istituire alcune riforme, tra cui un nuovo sistema di esami per le promozioni all'interno delle file del corpo di ballo. A causa di erronee speculazioni del padre, andò incontro al tracollo finanziario e fu costretta a trasferirsi a Londra dove aprì una scuola di danza e di buone maniere. Visse gli ultimi anni a Marsiglia, dove morì nel 1884.

Le Papillon, balletto fantastico in due atti e quattro scene su musica di Jacques Offenbach, fu la sua unica coreografia. Presentato nel 1860 all’Opéra di Parigi, fu creato appositamente per Emma Livry che la Taglioni considerava sua erede. Il libretto di Henri Vernoy de Saint-Georges è incentrato sulla figura di Farfalla, una fanciulla che cade nelle mani di una fata cattiva, Hamza, e viene trasformata in una farfalla. Nel 1976 Pierre Lacotte propone all’Opéra di Parigi una ricostruzione del pas de deux estratto dal secondo atto de Le Papillon.

Maria Taglioni fu l’archetipo della ballerina romantica, capace di incarnare un nuovo genere, il balletto fantastico, e di creare un nuovo stile. Le qualità della sua danza, presa ad esempio dalle ballerine del suo tempo, furono l’eleganza, la purezza, la leggerezza e la fluidità. La sua tecnica prevedeva lunghi salti, agili scivolamenti e un raffinato impiego delle punte che da strumento tecnico diventarono espressione poetica e prolungamento di un corpo alla ricerca di un altrove ideale. Queste caratteristiche emersero soprattutto ne La Sylphide, cavallo di battaglia della Taglioni e prototipo delle eteree e ultraterrene figure femminili che dominarono la scena dell'Opéra a partire dagli anni 30 dell’Ottocento. Nel corso della sua lunga carriera danzò nei balletti di Filippo Taglioni, Jules Perrot e Jean Aumer. Tra le sue interpretazioni più celebri si ricordano: La Belle au bois dormant, Guglielmo Tell, Le Dieu et la Bayadère, Le Ballet des nonnes, Nathalie ou La Laitière suisse, La Révolte au Sérail, La Fille du Danube, La Gitana, L’Ombre, Pas de Quatre e Le Jugement de Pâris.

Risorse web

Marie Taglioni (1804-1884): A life on toe tip - Nederlands Muziek Instituut 

Marie Taglioni Charms Russia di Natalia Godzina


Il video illustra una ricostruzione del pas de deux del secondo atto di Le Papilllon, l’unico balletto creato da Maria Taglioni nel 1860. La coreografia, realizzata da Pierre Lacotte nel 1976 per l’Opéra di Parigi, è eseguita da Irina Kolpakova e Sergei Berezhnoi (1983).

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SMO

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Modificato
05/01/2019

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